A come Atlante : Azzorre

Sperdute nel bel mezzo dell’Atlantico, in posizione quasi equidistante dalla coste europee e da quelle americane, le Isole Azzorre formano un arcipelago di origine vulcanica geologicamente piuttosto recente e in continuo divenire, se si pensa che ancora oggi dal fondo dell’oceano la lava ribollente di mille vulcani continua a “vomitare” fuori pezzi di isola che emergono dal mare con forme bizzarre e diseguali. E’ il caso, ad esempio, dell’isola di Sao Jorge, una delle nove formanti l’arcipelago, lunga circa 70 km, alta mediamente 700 m e larga solo poche centinaia di metri. I pochi esseri umani che riescono ad abitare un posto così ostile dicono di vivere su una “schiena di balena” issatasi dall’oceano e pietrificata dagli dei. Gli stessi abitati di quest’isola hanno tra l’altro imparato a sottrarre all’oceano lembi di mare per trasformarli in incredibili appezzamenti di terra, difesi dai flutti con tutte le forze possibili per ricavarne un ottimo vino.

faial

Ho nominato poc’anzi le balene: esse sono da sempre, o almeno dalla scoperta delle Azzorre da parte dell’uomo occidentale, il motore dell’economia delle isole.  Sin dalla scoperta dell’arcipelago, avvenuta nel 1430 in maniera casuale, s’insediarono qui balenieri di ogni dove, la cui presenza romantica e un po stracciona è tutt’ora assai percepibile girando per le varie isole. Ma le Azzorre, a metà tra Europa e Nuovo Mondo, sono un puzzle difforme di umanità come pochi.

azzorre.jpg

Immaginiamola così: pensate di ricevere in omaggio dai Mastri Fabbri della Terra della lava fresca in regalo e immaginate di poterla modellare come il Das con cui giocavamo da bambini. Allora, un pezzo lo scolpite come un’isola tropicale, caraibica; un’altro pezzo invece lo modellate come un’isola delle Ebridi scozzesi o le Shetland, avvolte tra nebbie perenni e pioggia, e ce lo attaccate vicino. Sopra ci mettete omini che sono navigatori in cerca di nuovi mondi da esplorare, balenieri in stile Moby Dick, coloni quaccheri fiamminghi in cerca di terre in cui pascere le mandrie, cercatori d’oro squattrinati irlandesi, predicatori ortodossi, esuli,telegrafisti, marinai e velisti giramondo. Un collage di tutte queste cose opposte e sincretiche sono le Azzorre, un ossimoro geografico investito dalla calda Corrente del Golfo che alla prima sua “fermata” recapita qui orchidee e palme da cocco (e pensate che sono coltivate le banane e d e’ l’unico posto in Europa dove si produce il the; ma poi sta la componente fredda, con brume, boschi di conifere e pascoli che pare la Svizzera. Vi è pure una minoranza etnica fiamminga, gentef sbarcata qui un tempo qui al seguito di un tizio che li convinse della presenza di immensi giacimenti di oro sulle isole. L’oro non fu mai trovato e il tipo fu passato per le armi, ma gli altri dovettero reinventarsi allevatori e ancora oggi producono un burro famoso nel mondo; a discapito delle loro origini ammutinate, prendono l’elegante nome di “gentlemen farmers” e abitano in un villaggio chiamato Flamengo (che in spagnolo vuol dire appunto fiammingo): in effetti nei loro tratti mi e’ sembrato di scorgere i volti corrucciati e deformi dei dipinti di Brueghel il Vecchio o dei “Mangiatori di patate ” di Van Gogh. E sopra tutto stanno i vulcani, e adire il vero anche sotto, giacché anche in tempi recentissimi sono emersi schegge di isole di lava simili a schiene di balene, per secoli la principale risorsa dell’isola. Alle Azzorre, in questa così composita civiltà ,vige più che altrove, la percezione talvolta drammatica che a decidere cosa donare e cosa togliere agli uomini sia solo la Natura.

La soggezione alla natura e alla furia dei suoi elementi, percepiti in una dimensione quasi mitologica dagli abitanti di queste schegge di basalto gettate nel bel mezzo dell’Oceano, è forte ancora oggi. Osservate la foto di sotto, risalente solo agli anni’80. racconta della tempesta più forte mai registrata.

nettuno-horta

Gli abitanti del luogo dicono di scorgere, nella bizzarra forma che la gigantesca onda assume rompendosi sulla scogliera, il dio Nettuno che si manifesta loro e ne sono tutti fermamente convinti. Io ho passato una serata intera, in compagnia di due simpatici ubraiconi locali, a riguardare la foto ma questo Nettuno non sono riuscito a vederlo, forse perchè non sono “acoreano”. Provate anche voi

 

atlantide

Sarà forse per questo motivo, per questa Natura che si manifesta in forme mitiche e oniriche, che gli antichi, assai prima della scoperta portoghese, collocarono qui, secondo la tesi più acreditata, un mondo fantastico eppure esistito,  la mitica Atlantide, il Continente Perduto.

Allego qui di sotto il link con il racconto più dettagliato del mio recente viaggio in queste isole, invitandovi a visitare le Azzorre prima che un turismo grossolano e troppo invasivo metta piede ahime anche laggiu

 

 

Una risposta a "A come Atlante : Azzorre"

  1. Il Dio Nettuno c’è e si vede chiaramente di profilo disteso supino sul mare con la testa pogiata sullo scoglio come su di un cuscino!
    Bisogna immaginarlo di profilo con la sua barba mentre scruta il cielo

    Mi piace

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