Strade: da Venezia a Istanbul in 15 giorni

Start: Venezia

End: Istanbul

Durata: da 12 a 15 giorni                                                                                                                         Budget: da 1.000 a 2.000 €

Il primo itinerario da proporvi è tanto semplice quanto suggestivo: unisce due località dall’immenso fascino, storiche città secolarmente nemiche tra loro, chiamate a gareggiare per il primato sui mari e sulla terra, e forse anche in bellezza: Venezia e Bisanzio, le flotte col vessillo di San Marco e di Costantinopoli che si scontrano come a Lepanto o altrove. Oggi proviamo a unirle, passando un po dal mare e un po dalla terra, scoprendo un mondo ricco di sorprese-

1° giorno: Venezia- Pola

Da Piazza San Marco dirigetevi al vicino molo a prendere un traghetto o anche un aliscafo della Venezia Lines in partenza per l’Istria: tra le varie mete proposte, fate rotta su Pola

polacollage

capoluogo della penisola d’Istria e collocata proprio sulla punta di essa, in posizione così strategica sul golfo del Quarnaro da non poter essere trascurata sin dai tempi antichi. Qui infatti hanno sede vestigia stupende dell’antica Roma, tra cui un anfiteatro che gareggia col Colosseo in grandezza. Siamo in Croazia ma tutto rimanda ancora oggi all’Italia, a cominciare dalla nutrita comunità locale fatta anche vittime di persecuzioni razziali negli anni del dopoguerra. La città è un proscenio a cielo aperto di bellezza oltre che un importante porto sull’Adriatico.

2° giorno: Parenzo e Rovigno

rovigno-rovigno

Percorrete in bus la costa settentronale dell’Istria in bus o ancora in traghetto, la distanza è assolutamente esigua, e approdate prima a Rovigno e poi a Parenzo. Sono i nomi (italiani) di due borghi istriani talmente ben conservati da avere paura di poter rovinarne il selciato coi vostri passi. L’architettura é prettamente veneziana, come la loro storia. Da queste parti, negli anni delle guerre contro Costantinopoli, avevano il loro covo gli Uscocchi, la risposta cristiana ai predoni saraceni: si trattava di pirati che assaltavano le navi turche con coraggio e spirito di predoneria, al soldo di Venezia e anche del Papato, con cui facevano buoni affari uniti dal comune Nemico, i Saraceni. Scegliete per pernottare quello dei due borghi che vi sia risultato di maggiore gradimento, magari alloggiando in una “sobe”, economiche stanze di privati messe a disposizione dei turisti. Prima, però una mangiata di cozze e pescato locale è un must imperdibile.

3° giorno: Laghi di Plivice:

plitvice2

Partenza di buon ora da Rovigno (o Parenzo) in bus alla volta di Fiume (Rijeka in croato), da qui un nuovo bus alla volta di Karlovac,  nell’interno della Croazia. Qui un nuovo cambio alla volta del parco naturale di Plivice. Partenza per le 7 di mattina, dovreste essere qui non più tardi delle 11. Appena fuori dal bus, capirete che ne è valsa la pena: si tratta di un parco naturale magnifico e spettacolare, con decine di cascate ravvicinate come le gimcane di una montagna russa d’acqua e vapore acqueo; camminerete su passerella in legno che paiono sospese nel nulla, ad accrescere la sensazione di trovarvi in un luogo della fantasia. E’ considerato uno dei parchi naturali più belli d’Europa, unico inconveniente è che lo sanno già in tanti ed è spesso affollatissimo. La sera potrete alloggiare in uno dei tanti eco-lodge che sorgono nei pressi.

4°  e 5° giorno: Zagabria

Un paio di ora di bus e sarete nella dinamica ed elegante capitale della Croazia, pregna di uno stile asburgico in ossequio alla lunga dominazione della casa d’Austria.tnx-9222-zagabria La città vanta begli edifici, sontuose chiese gotiche e una bellissima piazza. Si tratta di una capitale giovane ed allegra, dove spendere volentieri qualche serata di baldoria. Ricco il calendario degli eventi, a partire dalla scena musicale che spazia dalla tradizione della musica classica alle serate di tendenza con dj e locali alla moda. Potrete anche arricchire il programma con una gita giornaliera nella vicina Varadzin, prima capitale croata, un trionfo di barocco in una campagna che degrada verso l’Ungheria.

6° e 7° giorno: Vukovar- Osijek- parco del Kopacki Rit

In bus o treno verso il sud interno della Croazia, la fertile regione della Slavonia, per questo motivo contesa sin dai tempi antichi dai tanti popoli passati da qui. Gli ultimi in ordine di tempo sono stati proprio i Croati e i Serbi, che vivono poco più a sud: la zona fu intererssata dal ’91 al ’93 da aspri combattimenti, specie intorno alla città di Vukovar, che eroicamente resistette per oltre un anno agli attacchi serbi. La città, un tempo un gioielo barocco, porta ancor visibili gli scempi della guerra ed è un luogo della memoria senz’altro da visitare. Ma le meraviglie della regione giacciono altrove: a tavola, con la eccellente cucina della Slavonia fatta di cacciagione e altre prelibatezze, e nella natura, che soggiace bellissima e come dormiente. La regione sorge in prossimità del più grande bacino idrografico europeo, alla confluenza della Sava e della Drina, che poco più in basso confluiscono nel Danubio, dando luogo ad enormi pianure alluvionali. Ovunque volano uccelli in un paesaggio incantato quanto sonnolento, e quando parllo di uccelli parlo di anche di aquile pescatrici che ghermiscono con gli artigli giganteschi lucci dalle acque,e il tempo pare scorrere ad un’altra velocità.croatia_slavonia_nature_park_kopacki_rit_001-1 Fate base nella bella cittadina di Osjiek oppure in una delle tante fattorie- guest house. Qui sorge il parco del Kopacki Rit, il Parco della Pace, quella tra Serbi e Croati che abitano le due sponde dei fiumi posti proprio a confine. Nella lentezza e dolcezza del vivere dei luoghi, le mostruosità della guerra paiono un ricordo lontano. Non dimenticate una buona tonnellata di repellente per le zanzare, se non vorrete uscire alleggeriti di un paio di litri di sangue.

8° giorno: Novi Sad

sight_novi-sad_n2844-11384-1_l

Si entra in Serbia, e più precisamente nella regione della Vojovodina che-azzardo un pronostico- potrebbe essere la prossima regione a dare luogo ad uno staterello indipendente, secondo lo schema canonico della “balcanizzazione”: ovunque è percepibile il risentimento verso il potere centrale di Belgrado e l’afflato di indipendenza. Qui sorge l’eclettica Novi Sad, davvero una piacevole sorpresa sulla via per Belgrado. E’ una gran bella cittadina, anch’essa assai vitale ed energica, e, a differenza della capitale, portatrice di una multiculturalità merce rara in Serbia a dirla tutta. Qui ha sede il cosmopolita Exit Festival in Luglio, con kermesse musicali e artistiche di livello mondiali. Il nome “Exit” dato alla rassegna pare corroborare il mio pronostico circa la futura indipendenza…

9° e 10° giorno: Belgrado

belgrado

Capitale della Serbia assai fiera di esserlo quanto nostalgica di non esserlo più di quella che fu la ex-Jugoslavia, a queste latitudini coniugata molto come un’estensione geografica del mito della Grande Serbia. In effetti tutto rimanda ad un nazionalismo tanginile e ad una grandeur mancata o perlomeno interrotta, chissà fino a quando. La città sorge in una posizione davvero magica, alla confluenza tra Danubio e Sava, e l’incrocio delle acque è dominato dalla fortezza del Kalimantan. Bella anche la parte settecentesca e il quartiere bohemien, ma come tutte le capitali risente dello stile imposto dall’ideologia dominante: nel caso di specie, il socialismo nella accezione jugoslava, che ha disseminato la città di grigi casermoni. Nel complesso una città che non amo ma che non fa mancare i suoi punti a favore, primo fra tutti una convulsa vita notturna, con bellezze locali di prim’ordine. Se questa può essere una molla a spingervi qui, la possibilità di rimorchiare intendo, tenete presente tuttavia che quasi nessuno, maschi e femmine, da queste parti scende sotto il metro e 80 di statura. Belgrado è comunque anche molto altro. Un paio di giorni ce li vale tutti.

11° giorno: Belogradchik

061_001_belogradchishkakrepost-jpg

Questa è davvero una “hidden gem”, una gemma nascosta di cui dubito abbiate sentito parlare. Per intenderci siamo in Bulgaria ormai, ove arriviamo attraversando tutta la Serbia del Sud, a confine anche con la Romania, in quella zona ove il Danubio entra in una stretta gola chiamata “le porte di ferro” dai condottieri romani che la attraversarono per invadere la Dacia (oggi Romania appunto). Noi invece facciamo una svolta ulteriore a sud-est verso il massiccio montuoso del Pirin, dove tra queste rocce rosse ed enigmatiche sorge questa città-fantasma dal nome difficile a pronunciarsi. Si tratta di un ex insediamento romano o probabilmente tracio, un sito dalla suggestione assoluta dove pare di gallegiare nell’aria, una sorta di Machu Picchu balcanica o forse un sito di atterraggio di qualche nave aliena. Bello e sconosciuto. La sera alloggiate in qualche tradizionale “mehana” bulgara, gustando zuppa di coniglio a prezzi irrisori, il contesto potrà sembrarvi un po’ impressionate per quanto retrogrado e desolato, ma siete nel cuore di tenebra dei Balcani ormai e non potete più tornare indietro: il punto di non ritorno è oltrepassato e non vi resta che fare rotta su Istanbul

12° giorno: Sofia

sofia

La Bulgaria è un paese molto esteso ma scarsamente popolato, coi suoi soli 4 milioni di abitanti su un territorio di poco inferiore alla Spagna: ve ne accorgerete scendendo dai monti del Pirin e attraversando verdi pianure disabitate fino alla capitale Sofia, dove si concentra la buona metà di quei 4 milioni. E’ una città che ancora non conosco in verità ( e conto di colmare la lacuna a breve): la credo una città bella e interessante nela parte museale, soffocata da un enorme problema di traffico. Le dimensioni sono abnormi e i lunghi viali di edilizia razionalista amplificano la sensazione. Dicono sia sensazionale la visita alla basilica, altro per ora non so dirvi.

13° giorno: I sette laghi di Rila- Montagne d’acqua

panevritmia.jpg

Qui invece ci sono stato e me lo ricorderò finché campo: i 7 laghi di Rila, immersi in uno scenario di alta montagna a poche ore da Sofia, sono uno scenario magico e segreto. Vi sembrerà di entrare in altro mondo, e la tortuosa strada per arrivarvi contribuisce a ciò. Alla zona viene dato il suggestivo nome di “Montagne d’acqua”, e quest’elemento è in effetti ovunque, a cominciare dai sette laghi di un verde acquamarina in cui si specchiano i ghiacciai sovrstanti. Una setta, i Bogomili, crede che in quei laghi riposino le anime dei loro progenitori, eretici sterminati intorno all’anno mille dal Vaticano, e una volta l’anno tengono qui questo raduno detto “Paneuritmia”, dove si balla in cerchio evocando la forza della Madrenatura. Con molta fortuna e un pizzico di incoscienza riuscì ad “imbucarmi” al Paneuritmia, la ricorderò tutta la vita la mia esperienza tra i Bogomili danzanti. Vale un viaggio.

14° giorno: Plovdiv

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ecco un altro posto stupendo: la piccola Plovdiv, abbarbicata su 7 colli come Roma, rispetto alla quale è persino più antica come dicono i suoi abitanti. Ma andiamo con ordine: scendiamo dalle altissime Montagne d’acqua fino a Samokov e poi ancora in bus fino a Plovdiv, non lontano dalla Valle delle Rose. Siamo ormai nella Tracia bulgara,  sud del paese, non lontani dal Mar Nero e dalla meta finale. Plovid è un gioiello di architettura ottomana, con queste case del periodo della Rinascita bulgara che si inerpicano sui colli, e al centro, ancora una volta, un magnifico anfiteatro ottomano. E’ una città affascinante e dove viene la tentazione di trasferirsi, una sorta di Firenze (piuttosto che Roma) in stile ottomano.

15° giorno: Istanbul

istanbul-1

Beh, qui le presentazioni non servono proprio. Ci si arriva in 4-5 ore di comodo bus da Plovdiv, varcando il confine nei pressi della turca Edirne. Mi limito a darvi un consiglio: se vi è avanzato un giorno, vale una sosta anche questa Edirne con le sue moschee che competono in bellezza con Istanbul e la sensazionale gara di lotta che ivi si tiene, con gli uomini più forti della Turchia che combattono cosparsi di olio di oliva. Quanto poi a Istanbul, o Costantinopoli o Bisanzio, beh delle città più belle del pianeta, che dire? Potrete festeggiare la fine del viaggio con un tuffo nelle acque del Corno d’oro, e ovviamente spendere qualche giorno extra qui.

Siamo giunti a destinazione dunque.

Forse strada facendo avete perso il filo e quindi vi aiuto con una mappa che indichi le tappe del percorso, anche se la foto fa un po schifo ma pazienza, è un po naif come il viaggio d’altra partemappa

Secondo me, è proprio un bel viaggio!

 

 

Una risposta a "Strade: da Venezia a Istanbul in 15 giorni"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...