La Testa mora – giorno 3: il Deserto delle Agriate

Cominciamo col mettere in chiaro una cosa: stiamo parlando di un luogo dalla bellezza mirabolante, forse tra i luoghi più affascinanti dove sia mai stato.

Quello di “Deserto delle Agriate” è il nome dato ad una vasta area costiera della Corsica appena ad ovest del Cap Corse, in un’area che va dalla cittadina di Saint Florent alla Ile Rousse. Ecco considerando la Corsica come una mano e il Cap Corse come il suo dito indice

Il porto di Saint Florent ed il Deserto stanno proprio all'”attaccatura” del dito alla mano, ed è li che arriviamo attraverso una strada panoramica che costeggia tutto il Cap Corse da est a ovest attraverso una processione di tornanti da far girare la testa

Soffia un libeccio impossibile che spezza i rami e smuove le pietre: qui quel vento che in Francia chiamano “mistral” arriva con più forza che mai, partendo dall’Atlantico e incuneandosi tra i Pirenei e il Massiccio Centrale in quella che viene definita la “porta di Carcassone”. In effetti questa funge a mo di galleria del vento naturale, canalizzando il vento e sparandolo poi fuori sul Mediterraneo a velocità doppia

La punta nord della Corsica è la prima fermata, il primo bersaglio di ogni perturbazione atlantica che entra dalla porta di Carcassonne e il paesaggio non può che risentirne: qui attecchisce un tipo di macchia mediterranea peculiare, conosciuta col nome di “Gariga”, fatta di arbusti bassi e assai folti, in cui la fanno da padrone mirto e lentisco. Attecchisce su superfici calcaree come questa e trova corrriaspondenti in Provenza e nella Maremma italiana .

Il Deserto delle Agriate deve il suo nome alla circostanza che si tratta di un’area priva di strade ed edificazioni, non certo all’assenza di vegetazione o corsi d’acqua, questi ultimi assai numerosi .

Per la sua natura isolata, negli anni’ 60 il governo francese aveva individuato questo addirittura questo come sito per gli esperimenti nucleari, poi per fortuna hanno ripiegato su altri luoghi del mondo da appestare, tipo sfortunati atolli polinesiani frammenti dell’antica grandeur francese come Mururoa .

Il Deserto è davvero un luogo magico, da percorrere su sentieri immersi in una natura dal profumo inebriante intervallata da corsi d’acqua che si gettano in baie cristalline. In alcune di esse si riproducono persino le tartarughe marine

Un consiglio: visitatelo in primavera quando non fa caldo e la Gariga in fiore: ritengo che d’estate il caldo possa essere torrido e la vegetazione troppo secca

Le Desert des Agriates, un posto magico

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