Anime morte – Prologo

Vi siete mai chiesti cosa significhi la parola “Ucraina”? Significa “confine”, “limite” o meglio ” situata sul confine”: l’etimologia si ricava dalla lingue slave orientali, dove la “U”indica stato in luogo come a dire “presso”, e il termine “ocraine ” esprime appunto il concetto di frontiera, di limite. Ed in effetti è stato ed è tutt’oggi irrimediabilmente così:

dov’è l’Ucraina? Ai confini dell’Europa ma vicina, troppo, anche a quelli russi, e capire se debba stare da qua o da là è causa delle recenti dispute e guerre. Ma forse questo paese non deve stare ne di qua ne di la, se è vero che come il suo nome lascia intendere essa è una terra di confine, di passaggio tra est e ovest, capace nei secoli tuttavia di assumere una caratterizzazione sua che ovviamente pesca nell’uno e nell’altro. E la parte di Ucraina dove sono diretto è ancor più un confine, una “marca”, si tratta della regione occidentale che orbita attorno a Leopoli, Lviv in lingua locale, zona un tempo indicata come Galizia e con un breve trascorso di indipendenza, si fa per dire, nei tumultuosi anni della seconda guerra mondiale, quando appunto fu annessa con questa dizione al Reich nazista .

Ma la storia di Leopoli, città che si annuncia bellissima, affonda in un passato assai più lontano e bello, fatto di reminiscenze rinascimentali e poi asburgiche che ne hanno fatto una delle capitali della Mitteleuropa in un tempo passato forse un po’ dimenticato. Molte sono le personalità nate o transitate qui nei secoli radiosi: artisti e architetti di fama, regnanti di alto lignaggio e bizzarri libertini che scopriremo strada facendo. Per ora mi limito a citarne uno, che è quello che con la sua opera più celebre offre lo sfondo a questo mini-diario ed è lo scrittore Nicolaj Vasilevic Gogol: universalmente associato alla gloriosa tradizione della letteratura russa, egli invece era più ucraino che mai; era nativo infatti della regione contadina di Poltava (non troppo distanti da Leopoli) e quantomai ucraina appare anche l’ambientazione della sua opera-capolavoro, “Anime morte”, doppiamente ucraina anche con riferimento al senso già citato di frontiera,per quello che è forse il confine per eccellenza, il limite tra i morti e i vivi.

E sarà dunque questo il leit motiv del mio diario, il rintracciare per Leopoli e l’antica Galizia le tante anime morte che hanno affollato questa terra, alcune bizzarre come i protagonisti del libro di Gogol, altre segnate da vicende tragiche: dal conte Masoch inventore, ma guarda te, del masochismo, al fantasma della perfida regina italiana Bona Sforza, dagli ebrei sterminati del ghetto di Lutsk a Marc Chagall, nato un poco poco più a nord, a Viterbsk in Bielorussia, ma che alle “Anime morte” di Gogol seppe dedicare bellissime illustrazioni che or fungono da copertina al diario di questa nuova avventura.

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