Napoli violenta – part. 1 : la dieci euro nderra

Quest’oggi ho preso la dieci euro da terra. Ma non nel senso figurato rimandante ad un improvviso slittone o a pericolosi capiomboli. Proprio in senso letterale ho visto di colpo dieci euro a terra, a piazza Olivella, quella della metro di montesanto a Napoli. Me la stavo guardando per vedere se non fosse falsa o sporca di merda per via di qualche buontempone, Ma tosto non ebbi fatto dieci passi, che a sbarrarmi l’undicesimo mi si parano innanzi due che sembrano i Bravi di Don Rodrigo. Il capo dei due, il Griso, con un sorriso beffardo mi fa cenno di “restituirgliela”, io pur dubbioso che fossero sue, eseguo senza battere ciglio, tanto non mi cambiano certo la vita dieci euro….. Poi lui non contento chiosa: ” te pensav’ che uno cumm’ e te veniva a casa mia bello bello a si piglia dieci euro!!!???” Piuttosto indispettito mi limito a rispondere: “e perché no? La fortuna, si sa, e’ cieca”. L’immagine della dea bendata di classica matrice deve piacere poco al tipo, il quale rincara la dose: “se non ti levi annanz o cazz te li ciek io a te l’okkio”. A questo punto ho la tentazione di esporre il concetto giuridico di res nullius e res derelicta risalenti al mondo romano, in virtù dei quali ben avrei potuto reclamare il possesso di quelle dieci euro, ma in un anelito di pragmaticita’ lascio perdere, anche perché mi sovviene alla mente un’illluninazione geniale: la cicatrice che ho in questi giorni sul naso mi conferisce un’aria da duro come non mai, sicché mi basterà guardarlo torvo negli occhi per incenerirlo e fargli rimangiare il suo turpiloquio. Così faccio, impostandomi pettoruto con la mia stazza fisica di gran lunga superiore alla sua e inarcando il sopracciglio da vero figlio della strada incazzato. Il Griso pare colto di sopresa nello scoprire che Don Abbondio aveva invece si il suor di leone, ma a questo punto irrompe sulla scena l’altro bravo, fino ad allora una mera comparsa, il quale osserva: “ma tu, oltre che strunz, fusse pure rikkione???”
Napoli una città difficile

La saga dei chiattilli- cap.I

I CHIATTILLI E Il WHITE PARTY
Una fenomenologia interessante da osservare è quella dei chiattilli che organizzano o parlano dell’organizzazione del cd “white party”. Trattasi di una festa cd a tema, in cui agli invitati viene chiesto di informarsi appunto al leit motivo della serata, ma nel caso di specie la spendita di creatività richiesta è davvero simile alle gocce di acqua che una ad una si riversano asfittiche da un rubinetto rotto durante una siccità sahariana, giacchè per vestirsi di bianco basta una qualsiasi pezza di quel colore che in armadio hanno praticamente tutti. Eppure, in un mondo conformato come una lattina di coca-cola, a sentirli parlare il white party assume la valenza di un festival di Loollapaloza o di una rivoluzione culturale dadaista, e fanno:
“Ueeee Dodiiiii, bella. Mi raccomando tu e Umbi il diciotto non prendete impegni”
“Ueeeee Zizzi, e perchè?”
“No, tu non hai capito……insieme con Amy ci siamo messi in testa una pazzia: vogliamo fare il white party!”
“Noooooooo troppo forteeeee, davvero fai Zizzi????”
“Siiii l’ho già detto pure a Costy, Cessy, Bidy, Sciaquy e Commuogly”
“No, madonna ci sto, io poi lo sai sono più pazza di teeeee”
“Siiiii ma tu non hai capito: noi vogliamo fare il white party proprio quello vero. Cioè non solo che ti metti la camicia bianca….ma tutto bianco!”
“Cioè ma davvero fai?Tutto bianco???? Pure il pantalone, le scarpe…. tutto tutto???”
“Tutto”
“No. Ma voi siete dei pazziii, voi non state bene.”
“Mi raccomando, comincia a vedere bene che vi dovete mettere”
“Eh ma stavo pensando, io penso che riesco a gestire ma Cessy non so: per il pezzo di sotto al massimo tiene un pantalaccio che non è proprio bianco bianco…..”
“Scusa, e come è?”
“E’ un bianco sporco, champagne, diciamo quasi ecrù”
“Ecrù? Come quelli che si mangiano i leoni nella savana??”
“Noooo, scemaaaaa che hai capito??? Quelli non sono gli ecrù!!!! Quelli sono gli gnuuuuuu!!!!”
Segue, con tanto di lacrime agli occhi per la raccapricciante ironia, risata isterica di coppia della durata di minuti quattro sulla modalità audio “iiiihhhhhhhhiiihhhh” simile agli spasmi di un ornitorinco durante la stagione degli amori, o degli orrori.