Il Vello d’oro- giorno 1- Si salpa

Con l’età e gli anni che passano si acquista esperienza e anche il viaggiatore più temerario acquisisce avvedutezza e senno: difatti io stavolta al momento della partenza da Capri e di prendere la funicolare per il porto ho acquistato già pure il biglietto di ritorno, perché l’anno scorso quando sono tornato io l’euro e ottanta centesimi per salire da Marina Grande a Capri non lo tenevo, poi il ragazzo impiegato al gate aveva letto il diario, gli era piaciuto e mi fece passare…
Ho passato molto del mio tempo nel ultimo mese a leggere e documentarmi sui tanti posti da vedere. Credo di conoscere a memoria i mini dei valichi di frontiera della Macedonia,potrei disegnare ad occhi chiusi una mappa orografica dei fiumi e dei monti dell’Albania, della rete stradale bulgara, dei siti UNESCO della Turchia e conosco ad uno ad uno gli eroi nazionali georgiani ed armeni. Ma qui siamo pir sempre nel campo della teoria, e la teoria non è mai stata un problema per me tutto sommato: quel che mi ha sempre fottuto e’la pratica, dove sono terribilmente deficitario. L’impresa nondimeno richiede un alto profilo di pragmaticita’ per essere portata a compimento e devo fare di necessità virtù. La creazione del bagaglio rientra sicuramente nelle attività “pratiche” ed e’ sempre stata un mio tallone d’Achille: l’anno scorso per la Transbalcanica avevo un improponibile sistema di due zaini, uno enorme dietro la schiena ed uno piccolo ma stracolmo sul davanti che mi rendeva agile come una papera con i cuccioli. Ma l’abisso lo raggiunsi due anni fa, quando mi presentai in uno sperduto villaggio indigeno del Rio Cayapas in Amazzonia abitato da indigeni con un elegante trolley color pesca griffato di mia mamma imbevuto fino al manico di fango. Roba da far rivoltare Levi Strauss nella tomba. Quest’anno la parola d’ordine e’ stata avere un bagaglio comodo e funzionale alla struppiata che mi attende: ho stipato fino all’inverosimile lo zaino predisponendo un sistema “matrioska” di zaini più piccoli all’interno dello stesso. Che uomo pratico! Ma quando poi ci si mette il fato avverso sono altri cazzi! Si, perché qualche felino di media taglia ha pensato bene di profumare con qualche sua secrezione urinaria lo zaino piccola “matrioska” che sta dentro quello grande, dando una fragranza inconfondibile a tutto il vestiario che mi porterò appresso ora fino in Caucaso. Che poi da uomo di mondo so fin troppo bene che significato ha questa minzione: e’pura strategia della tensione, ritorsione camorrista messa in atto da quel vecchio bastardo di New Planet, un gattaccio rosso che si aggira per il mio giardino a cui il mio Carbonello ha levato la purpetta dal piatto, ingallando e intorzando la panza alla gattina più bella del quartiere…..
In un altro anelito di praticità e di foraggiamento della francamente fin troppo gravida vacca dell’economia turistica caprese, ho poi pensato di esportare all’estero uno dei pochi brand di qualità rimasti: la marenna mozzarella &pomodoro della salumeria da Alduccio, da consumarsi sull’autostrada tra Napoli e Bari.

La strada passa sul luogo ove pochi giorni orsono si è consumata una delle peggiori tragedie automobilistiche degli ultimi sessant’anni, una delle tante tragedie ad orologeria dell’incuria italiana , poi si lascia alle spalle la Campania e comincia la Puglia ove cominciano le pale eoliche, supero un primo luogo carico di mitologia, Canne della battaglia, ove i mercenari numidiani di annibale annientarono le legioni romane, poi e’ la volta di Bari e del suo porto. Qui tutto per ora mi è stranamente comune: conosco quel cameriere con quella sia brutta alopecia e i suoi modi sgarbati, che vede in me un avventore di passaggio in attesa dell’imbarco e che mai penserebbe che io mi ricordo di lui; conosco quella coppia di cinquantenni in crisi che si imbarca pe la Croazia alla ricerca di una serenità coniugale che da a pugni con i messaggi che lui invia di nascosto all’amante: conosco quelle carovane di pellegrini diretti a Medjgorie a chiedere di guarire da mali incurabili o che la Madonna trovi un lavoro al figlio laureato e precario; quella giovane coppia nata in una discoteca il mese scorso va invece in Montenegro, mentre quei grassi e bisunti camionisti si imbarcano stanchi per l’Albania; quella turba di napoletani dell’hinterland si imbarca invece alla volta della Grecia col suo carico di creste, muscoli palestrati e iPod che sparano una musica rancida, e stanotte faranno a botte sul ponte della nave con gli inglesi già ubriachi,con cui già hanno cominciato a provocarsi a suon di cori da stadio. Ma qualsiasi cosa sarà, tutto ciò che passerà sotto il cielo rovente di questo giorno d’agosto mi sarà relativo, perché tra poco il sole tramonterà, proprio allora la nave alzerà il carrello e salperà, io in quel preciso istante mi sdraierò sul ponte della nave, vedrò la terra dissolversi nel tramonto, mi stapperò una birra, e sarà in quel preciso istante che mi sentirò l’uomo più felice sulla terra