La saga dei chiattilli – cap.IV

I CHIATTILLI E LA LASAGNA DI CARNEVALE
Nella cosmogonia chiattilla un evento non sottovalutabile è la transizione in cielo dell’astro del Carnevale, che si manifesta secondo molteplici profili tra loro non sempre collimanti. Il primo è ritualmente gastronomico e consiste nella preparazione della tradizionale lasagna per il martedì grasso, opera laboriosa disegnata secondo uno schema di triangolazione che investe chiattila-madre o suocera-domestica extracomunitaria e che monopolizza le telefonate dei giorni precedenti: “Zizzy, tu non puoi capire come sto esaurita, devo ancora ordinare la spesa per fare la lasagna di Carnevale…”
“Cessy! Ma lascia stare, io quest’anno ho spiegato tutto a Zampy (la domestica).Perché non fai pure tu così con la tua, li Orangutanghy??”
“Ma sei pazza!!!! Quelle al paese loro si mangiano le cavallette, si bevono il sangue di serpente……quale lasagna??!!!!” (Nota bene: Le domestiche, generalmente straniere, provengono da molteplici paesi,spesso dal Sud-est asiatico, a volte sud-America o Est Europa, insomma paesi distanti migliaia di km gli uni dagli altri ma agli occhi delle chiattille provengono tutte da un unico indefinito posto del pianeta terra dove si pratica ancora il cannibalismo e i riti di sangue e da cui sono fuggite per trovare salvezza a casa loro ove essere educate, per quel che possibile, alla civiltà…).
Ma quest’anno il main event di Carnevale è tuttavia un altro: quella pazza di Commuogly ha organizzato a casa sua un grande party in maschera. “Chi non è travestito non viene proprio ehhh”- sembra abbia già annunciato, gettando l’estabilishment chiattillo nel panico… Va da se che in un mondo dove il vestiario è una parte consistente della persona ed avere pure un bottone fuori posto è uno scorno inaccettabile, sia assodato ora che il travestimento di Carnevale non potrà certo significare qualcosa di troppo estemporaneo e in grado di compromettere una immagine sanguinosamente conquistata con vestiti firmati e monili vari. Cosicché i chiattilli contemplano tre soli tipi di travestimento, per lo più limitati ad un trucco del viso e che non comporti una spoliazione dei vestiti canonici:
A) da gatta
B) da diavoletta
C) opzione valida solo per gli spiriti più ribelli e anticonformisti, si dà luogo al travestimento col proprio partner, dove lui si veste da donna e lei da uomo, roba da pazzi.
La cosa finisce ovviamente anche qui per investire i discorsi della vigilia e fanno: “Cessyyy, ma alla fine allora tu da che ti vesti per il party da Commuogly???”
“Zizzy!!! Mah io ho pensato una cosa un po’ strana, però non lo so……avevo pensato da GATTA!! “
“Ma sei una pereta!!!! Mi hai copiato l’idea mia dell’anno scorso!!!!!
“Uhihihhuhhuhh è vero non ci avevo pensato!!!! E tu?”
“Eh pure io ho pensato una cosa un po’ così…..pensa un po’……da DIAVOLETTA!!!!”
“Ma sei una lazzara!!!!! Hai copiato la mia idea dell’anno scorso!!!!!”
“ Uhihuhhhhuhh non ci avevo pensato!!!! E Bagascy, da che si traveste Bagascy????”
“No Bagascy, ha avuto un’idea troppo bella: pensa che lei e Boccalony (il fidanzato) si travestono uno da donna e lei da uomo!!!”
Le due tacciono un attimo, poi all’unisono: “ Ma è una lazzara-peretaaa, ci ha copiato l’idea di due anni faaaaaa!!!! Uhihuhuhhuhhh”.
Ma è ormai l’ora della festa, gli ospiti prendono posto in sala, ma non si vede ancora Commuogly. Ad un tratto, rullo di tamburi: compare da una scala il suo fidanzato Cazzimbokky con una maschera udite-udite…..da Pippo Baudo, e fa :”ora vi presento la mia valletta per questa edizione…..La magnifica Belen Commuoglyyyu!!!!” Ed appare appunto Commuogly in abito da gran sera, che fa : “benvenuti ad una nuova edizione del Festival di Sanremooooooo!!!”
Delirio e tripudio di risate in sala, Zizzy e Cessy quasi svengono dalle risate, Bagascy e Boccalony piegati in due, poi scatta automatico il coretto di incitamento: “Co-mmuo- glyyy, Co-mmuo-glyy, Co-mmuo-glyy!!!”

La saga dei chiattilli -cap.III

I CHIATTILLI E LA VIA DEI PASTORI
Come già ben saprete, una delle attrattive del Natale napoletano è costituta da una passeggiata a San Gregorio Armeno e nei vicoli limitrofi, “le vie dei pastori” per l’essere adibite all’esposizione appunto dei lavori in arte presepiale. Per la verità la trovo una cosa piuttosto stucchevole e stereotipata, che concede molto al kitsch e attrae una folla improponibile di persone che tracima nelle vie circostanze tra tranci di pizza e lattine vuote, rendendo il tutto simile più ad uno di quei falansteri di centri commerciali di periferia che ad un decumano medievale, ma vabbè sarà un’impressione mia. Ad ogni modo la cosa, forse perché nel solco di una tradizione partenopea forse per un inusitato afflato di “apertura mentale” verso qualcosa “popolare”, attrae stranamente pure i chiattilli, disposti finanche a varcare le Colonne d’Ercole della zona Posillipo- Chiaia e a sobbarcarsi un viaggio in un’area semi-sconosciuta pur di non mancare l’appuntamento con la Tradizione. Naturalmente non stiamo parlando di altro che di un banalissimo spostamento da una zona all’altra (manco periferica) della città in cui essi vivono, ma la cosa si riveste di un’enfasi particolare e si colora di slanci filantropici d’occasione, tipo la nobildonna inglese del Kent che si reca in visita alle sue piantagioni di cacao in Congo, o l’alto rappresentante delle Nazioni Unite che verifica di persona la situazione di un campo profughi in Cisgiordania. La perigliosa trasferta va naturalmente accuratamente programmata in ragionevole anticipo, mica ci si può arrisicare così, fremono dunque i preparativi, e fanno:
“Ue Amore”
“Ueeeeeee Zizzy proprio oggi ti avevo pensato, tu non puoi capire: stavo dall’estetista quando ad un certo punto è entrata una con la bors…..”
“ Senti Cessy, senza perdere tempo, voglio fare una pazzia…….e devi farla pure tu con meeeee”
“ sta disgraziata, io ti conosco troppo bene a teeee: tu-vuoi-andare-a-vedere-i-presepi-al-centro-storicooooooo!!!!!”
“Siiiiiiiii, come hai fatto a capireeeee”
“Tu sei pazzaaaaa: due anni fa è andata Commuogly ed è stata due ore per trovare posto perché non stava manco un parcheggiatore abusivo” (N.B: l’eventualita di servirsi del mezzo pubblico, indice di povertà e mediocrità, è rigorosamente scartata dai chiattilli come la peste )
“Ma sei pazza a lasciare la macchina in quei posti: in taxiiiiiiii”
“Ah daiiiii, che dici?glielo dico pure a Baldracchy?”
“Nooooo quella già ci è stata, è stata lei che mi ha messo sta pulce nell’orecchio. Pensa, ha raccontato ahahahahahaha che nientedimeno vicino a Gesù e il bambinello hanno messo nel presepe pure quel giocatore del Napoli, come si chiama, quello che segna sempre”
“Ma chiii, Maradona, quello è un drogato!!!!”
“No Maradona stava una volta, quello che gioca oggi, come si chiama Lorenzo…..”
“Ah ho capito, quello che fa uscire pazzo il mio portiere del parco, Lorenzo Insinna!!!!!”
“Ma no scema!!!!!!!! Insinna è quello che fa su Raiuno il programma dei pacchiiiiiiiiii”
Segue risatina multipla della durata di minuti sei con annessa lacrima sciogli-rimmel, oneroso ma inevitabile dazio da pagare ad uno scambio di battute così irresistibile

La saga dei chiattilli- cap. II

I CHIATTILLI ED IL PESSIMISMO COSMICO
Nella storia del pensiero filosofico e letterario si rinvengono, almeno a mia memoria, tre tipi di pessimismo : quello leopardiano, riconducibile cioè al Vate di Recanati (che poi a ben vedere appartiene a Scopenhauer) della gioia come pure illusione e che alimenta solo l’effimera brama di altra gioa, quello di Sartre dell’”esisto perché soffro”………e poi sta il pessimismo cosmico dei chiattilli. Si, perché forse non tutti lo avrete ancora colto ma il vero chiattillo è irrimediabilmente, inesorabilmente pessimista. Basta un infinitesimale intoppo, una imperscrutabile circostanza del Fato perché l’intero week-end assuma le forme di una valle di lacrime, un baratro di dolori e lamenti senza fondo . Oddio, non è che il novero delle variabili sia infinito atteso che il vero chiattillo più del mare e della serata non fa, e in molti casi l’una delle due attività basta a escludere l’altra perché è inconfutabilmente vero che il “mare stanca” o al contrario si preferisce tenersi freschi ed in forma per l’aperitivo, operazione che tra maquillage e convocazione di amici per conferme, chi viene , chi no, chi si, piglia pure 4-5 di warm up.
Ad ogni modo fermiamoci al pessimismo cosmico chiattillesco, con Cessy e Zizzy che sbarcano in piazzetta, e qui si spalancano le porte del Cocito infernale. L’interrogativo esistenziale è sempre quello: “Cessyyyy, ma dove andiamo a cena stasera???”
“Zizzy, ma ancora ??? Ha prenotato Boccalony il fidanzato di Commuogly, facciamo tavolo alle 22 da Stuzzichino”.
“Cessyyyy, ma stai da fuori???? Commuogly mi ha confermato che dovevi prendere tuuuu il tavolooooo!!!!! E ora come facciamooo????” Lo sgomento scolpito sul viso di Cessy, non si può che chiedere aiuto al prossimo che non potrà negarglielo vista l’immane tragedia che sta oer consumarsi .
“Madonna, ma come facciamo???? E quale è il numero di telefono mio diooo?? “
“lo si può rinvenire facilmente su google, ad ogni modo chiamo io……ma mi dicono che…..sono pieni”
Il cielo si oscura, il sole si spegne, si squarcia il baratro del pessimismo più cupo cala come una scure sulle loro fragilità teste.
“Madonnaaaaa e ora??? Io lo sapevo che quella Commuogly mi metteva in mezzo a sto casino, da quando si è lasciata con Catetery sta da fuoriiii!!!!Butta addosso a me tutte le responsabilitààaaaaa. E adesso????” “
“Mah signorina, può semplicemente prenotare da un’altra parte”
La voce rotta dal pianto, il tono della risposta irritato di chi deve controbattere ad una provocazione o una palese idiozia “ma doveeeeee????”
“Mah,si contano 117 attività di ristorazione sul territorio dell’isola , il che vale a dire che se una è completa possiamo provare in una delle rimanenti 116”
Cessy e Zizzy si guardano sempre più sgomente negli occhi, sicure ormai di aver di fronte un mostro cattivo ed insensibile che non riesce a comprendere il loro dramma esistenziale in corso, poi uniscono e le forze e, come le eroine di qualche cartone animato tipo le Winxxx quando annunciano qualche incantesimo, gridano all’unisono “ ma doveeeee????”
“Mah se Stuzzichino è pieno, potete provare da Barbablù e i sette dentici, che è molto buono, Dallo Scorfano di Sua Maestà che ha milletordici stelle Michelin, oppure potete provare dall’Ostricaro maledetto che pure ha il suo perché, però per un’esperienza davvero innovativa potreste provare dalla Murena a pois”.
Nessun argomento vale ovviamente a fare minimamente breccia e scalfire la granitica paura di trovarsi impantanate ad una serata fuori dai giri che contano. Non resta che varare la soluzione finale . È Zizzy, che finora ha mantenuto un low profile, ad annunciarla:
“No basta non abbiamo altra scelta, devo per forza chiamare il mio ex Tubettony, che ce l’ha con me per quella volta alla festa di Commuogly mi ammoccai con Capokky e feci ingelosire pure quella puttana di Perizomy”
“Ma sei pazza, Zizzyyyy, quella Perizomy ti schifaaaa, lo ha detto pure a Puzzy che ti schifaaa”
“Si ma tanto la schifo anche io a leiiii, e poi Tubettony fa il tavolo, non abbiamo sceltaaaaa,’lo vuoi capire o noooo???”
Arriva anche la presa di coscienza della irresponsabile Cessy, che si sobbarca una telefonata di mediazione con il cornuto Tubettony, con la eterna spada di Damocle che non assommi al tavolo il conteso Capokky e soprattuto la sua bella medea Perizomy.
Alla fine Tubettony dimostrerà un cuore grande anche più del suo portafoglio e acconsentirà ad aggregare le sciagurate Cessy e Zizzy al suo tavolo, ma il suo orgoglio da leone ferito lo farà optare per un attegiamento distaccato, poche frasi di convenienza ed una freddezza di fondo che Zizzy e Cessy sentiranno per tutta la serata sulla loro pelle, fino a precipitare nell’horror vacui del più cupo pessimismo cosmico chiattillesco

La saga dei chiattilli- cap.I

I CHIATTILLI E Il WHITE PARTY
Una fenomenologia interessante da osservare è quella dei chiattilli che organizzano o parlano dell’organizzazione del cd “white party”. Trattasi di una festa cd a tema, in cui agli invitati viene chiesto di informarsi appunto al leit motivo della serata, ma nel caso di specie la spendita di creatività richiesta è davvero simile alle gocce di acqua che una ad una si riversano asfittiche da un rubinetto rotto durante una siccità sahariana, giacchè per vestirsi di bianco basta una qualsiasi pezza di quel colore che in armadio hanno praticamente tutti. Eppure, in un mondo conformato come una lattina di coca-cola, a sentirli parlare il white party assume la valenza di un festival di Loollapaloza o di una rivoluzione culturale dadaista, e fanno:
“Ueeee Dodiiiii, bella. Mi raccomando tu e Umbi il diciotto non prendete impegni”
“Ueeeee Zizzi, e perchè?”
“No, tu non hai capito……insieme con Amy ci siamo messi in testa una pazzia: vogliamo fare il white party!”
“Noooooooo troppo forteeeee, davvero fai Zizzi????”
“Siiii l’ho già detto pure a Costy, Cessy, Bidy, Sciaquy e Commuogly”
“No, madonna ci sto, io poi lo sai sono più pazza di teeeee”
“Siiiii ma tu non hai capito: noi vogliamo fare il white party proprio quello vero. Cioè non solo che ti metti la camicia bianca….ma tutto bianco!”
“Cioè ma davvero fai?Tutto bianco???? Pure il pantalone, le scarpe…. tutto tutto???”
“Tutto”
“No. Ma voi siete dei pazziii, voi non state bene.”
“Mi raccomando, comincia a vedere bene che vi dovete mettere”
“Eh ma stavo pensando, io penso che riesco a gestire ma Cessy non so: per il pezzo di sotto al massimo tiene un pantalaccio che non è proprio bianco bianco…..”
“Scusa, e come è?”
“E’ un bianco sporco, champagne, diciamo quasi ecrù”
“Ecrù? Come quelli che si mangiano i leoni nella savana??”
“Noooo, scemaaaaa che hai capito??? Quelli non sono gli ecrù!!!! Quelli sono gli gnuuuuuu!!!!”
Segue, con tanto di lacrime agli occhi per la raccapricciante ironia, risata isterica di coppia della durata di minuti quattro sulla modalità audio “iiiihhhhhhhhiiihhhh” simile agli spasmi di un ornitorinco durante la stagione degli amori, o degli orrori.