Il Vello d’oro- Giorno 10- Le Montagne d’acqua

Giorno 10 Una ragazza bulgara che studia a Perugia mi ha fatto notare una cosa non stupida: il 99,9% degli italiani che arriva in Bulgaria, viene per chiavare, io sono stato cazzo di finire a 2400 metri su una montagna dove sta una setta che predica la castità assoluta…..un fenomeno. Comunque se volete il resoconto della giornata, mettetevi comodi che qua la giornata e’stata lunga, e soprattutto non ancora finita. Cominciamo dall’alba, a Kyustendil. Si, addio Kyustedil ci siamo visti mo’, e quando ci vediamo più! Dovevo capire dall’etimologia del nome “terra di Costantino” che non era roba per me, perché a me sto nome rievoca il giardino pieno di erbacce lamiere e rotticcio appena sotto casa mia….proprio un posto del cazzo, volevo provare a rivalutarlo con un bagno all’alba nelle antiche terme romane di Pautalia, ma non ho trovato una persona una che parlasse inglese o una qualsiasi lingua occidentale, e manco che sapesse leggere il nostro alfabeto ( qui usano il cirillico). Così ho provato a far capire a gesti il concetto ma era un’impresa ardua ( provate voi quando fare il gioco dei mimi a far capire “terme romane di Pautalia), così e’ successo un Big misunderstanding, where you switch the cock for the bank of water….e invece che alle terme romane mi sono trovato in un centro di analisi dove stavano tutti sti vecchi, chi si doveva fare le analisi del sangue, chi il tampone delle orine, chi stava in dialisi….Vabbe, andiamo avanti. Parto alla volta delle Montagne d’acqua, i sette laghi di Rila. Prendo un primo bus che mi porta ad una città chiamata Dupnitsa, dove trovo il tempo di rinnovare la mia collezione di lingerie intima comprando uno stock di boxer talmente tamarri da avere potenzialmente sulle donne lo stesso potere che ha la citronella sulle zanzare, le fa scappare. Poi monto su altro bus, dove sta un altro vecchio che ha appena calpestato una cagata ma non provo a spiegarglielo a gesti, dopo lo scotto delle terme romane di Pautalia…alla fine il viaggio finale per le Montagne d’Acqua lo faccio di un taxi improvvisato dove ci sta gente che però l’acqua di una doccia non la vede da un secolo e un vecchio vicino a me con l’alito che tiene sarebbe in grado di far divenire la Bulgaria una potenza nucleare. Sono alla Pionerska e da qui per arrivare sopra, dai Bogomiti, devo prendere una seggiovia fino a quota 2.100 metri. Poi sopra un ulteriore dislivello di 300 metri sarà colmato attraverso un arduo sentiero di montagna. Questa via, una difficile pietraia, può essere percorsa a cavallo ed io già fantastico: il capo delegazione del sud Italia dei Bogomiti che arriva all’accampamento in sella ad un cavallo, uao un figurone! Ma c’è un problema: la famiglia Rom che affitta i cavalli, a me il cavallo non vuole darmelo. Dicono che sta per venire a piovere, io insisto faccio notare che ci sta un sole che spacca le pietre e per poco non mi lascio andare a squallide battute razziste del tipo: ” ah si e chi ve lo ha detto che ora viene a piovere, la zingara?”. Ma non c’è verso, niente cavallo e mi devo sciroppare a piedi la camminata che fa circa 3 km su un terreno accidentato e con un zaino di 20kg in groppa. Naturalmente dopo poco si avvera la divinazione della zingara e si scatena il pata-pata dell’acqua, e come se non bastasse attaccano i fulmini e scende una nebbia pesta, che riduce la visibilità a pochi metri. Sono solo nella tormenta in alta montagna e giusto per non farmi mancare niente, col mio abbigliamento assolutamente inadeguato e le scarpe basse, sono un potenziale boccone perfetto per le vipere che qui dilagano. Penso che se sono qua a scrivervi lo devo a chi ha avuto l’idea di segnare di rosso le pietre sui sentieri battuti, qualsiasi altro colore non era riconoscibile nella tormenta e a quest’ora stavo ancora la’. Ho pensato davvero che non ce l’avrei fatta in parecchi momenti, poi dopo circa un’ora e mezza ho udito nella nebbia il nitrire di un cavallo, e poi e’ apparsa un tenda. Era color acqua marina ma io la rivedo ora come rossa, come quella dell’ammiraglio Nobile, perso al Polo Nord. Poi appaiono altre tende, una moltitudine: ho raggiunto l’accampamento della setta dei Bogomiti! La nebbia si dirada e la pioggia cessa, ed appare un luogo di bellezza maestosa: 7 laghi glaciali di alta montagna, ognuno con un proprio nome e ammantati di esoterismo, il lago Occhio, il Rene, la Lacrima , il Fegato, il Cuore, il Pesce, quello di Sotto, gli altri non li ricordo. Per ora ho visto solo il Pesce e il di Sotto ( il primo che fa la battuta il pesce di sotto e’espulso dalla pagina), domani vedo gli altri. Qui vi sta uno chalet in legno nel quale soggiorno in camerata con altri dieci cristiani e dove non ci sta l’acqua calda ma il wi fi si. nella mia camerata ci stanno 5-6 bogomiti, ms il resto delle truppe sta accampato fuori, in tenda al freddo e al gelo. in mezzo a due di questi laghi, domani alle 10 i Bogomiti daranno vita al Paneurytmia, una danza evocativa magica….sono un po’ diversi da come li immaginavo sti Bogomiti. Io pensavo fossero una setta New Age, sono molto di più: sono degli eretici. Il Bogomilismo ( da cui il corretto nome di Bogomili) e’ un’eresia svilippatasi nel X secolo, per opera di un certo Basilio, che spingeva per una rilettura delle Sacre Scritture in senso originario, con una divisione strutturale tra il Bene e il Male. Le due idee si diffusero veloci come l’umidita in un muro nel regno di Costantinopoli e ben presto Basilio fu condannato a morte in pubblica piazza a Bisanzio. I molto suoi seguaci Bogomili furono dichiarati eretici e braccati per due continenti, arsi sul rogo e torturati a migliaia….ogni anno, e la ricorrenza e’ domani, i discendenti dei Bogomili massacrati si radunano qui sui sette laghi di Rila e danno luogo a questa danza evocativa dei loro morti, ch credono nascosti nelle profondità di uno dei laghi, il Rene. La danza si chiama il Paneurytmia e comincia domani alle 10. Potete pure verificare il tutto su google se credete. Bravo Palillo volevi qualcosa di originale, sei finito in mezzo ai discendenti di una setta di eretici del X secolo su una montagna sperduta in Bulgaria….ma che capa di merda che tengo…..questa notte e’atteso l’arrivo del Re dei Bogomiti, il discendente di Basilio il Saggio. la seggiovia riapre apposta per lui e noi scenderemo con le fiaccole a prenderlo, poi domani all ‘Alba cominciera la danza attorno al lago…..ok ma niente paura, questi sono stati dieci secoli fa sterminati dal Vaticano, che grosso modo in Italia sta come me. Ma in Italia c’è stato pure un filosofo, nato a Nola, e bruciato sul rogo come eretico il primo gennaio del 1600. Si chiamava Giordano Bruno. Ora mi tornano tutti i conti: le fiaccole di notte, il girare in circolo….in girum imus nocte, et consuminur igni, la frase palindroma più bella mai scritta. Andiamo in giro di notte, e il fuoco ci consuma. Che abbia inizio: questa sarà la Notte dei Bogomiti viventi

Il Vello d’oro – giorno 9- a night in Macedonia, a day in Bulgaria

Giorno 9
Esiste nei miei viaggi una tradizione, o per lo meno una singolare coincidenza: quella per cui il giorno di Ferragosto finisco sempre in un luogo inatteso, non contemplato sul programma iniziale o solo vagamente considerato. Quest’anno non fa eccezione e di fatti sono finito in un posto chiamato Kyustendil, cittadina termale della Bulgaria poco oltre la frontiera con la Macedonia. Giungo qui dopo aver attraversato la bellissima “valle delle Bambole di Pietra”, così chiamata per via di strani pinnacoli di roccia friabile e dopo aver scavalcato lo Strascin pass ( bambole e lo Strascin’ di napulegna memoria donano suggestioni), non prima i essere passato anche per lo stupendo villaggio di Kratovo, posto sul fondo di un vulcano spento, ove i romani costruirono delle miniere sotterranee per estrarre il ferro dei loro gladii.
I Romani passarono anche qui a Kyustendil e l’apprezzarono per via delle terme naturali, tutt’ora esistenti e all’aperto. Chiamarono il luogo Pautalia. Il nome attuale Kyustendil invece significa in lingua tracia “Terra di Costantino” ma non si allude all’imperatore romano bensì ad un luotenente di Alessandro Magno…..detto questo, a finale resta da dire ch sta Kyustendil e’ proprio o’cess. Cioè’ non sarebbe manco malissimo con sto viale alberato che culmina in una piazza di asburgica memoria, ma pare che le creature viventi più giovani qui siano le zanzare e i vecchi mi guardano avanzare col mio zaino come un uccello migratore che ha smarrito la rotta. In effetti ci capito come tappa di avvicinamento alla prossima e per saltarmi il casino di Sofia. Poi devo dire ho trovato per dormire una location eccezionale, un vero boutique hotel, il cui pezzo forte sono le pareti con affreschi d’epoca. O meglio, di varie epoche: pare che tutti gli occupanti si siano divertiti a scrivere il loro nome e quello della loro squadra del cuire sulla parete della stanza ed in cirillico sono riuscito pure a tradurre pesanti allusioni sessuali ad una certa Lara, accusata di praticare sesso con i cavalli….
Ma se il presente qui e’quello che è, ho dalla mia parte un bellissimo passato e un ancor più eccitante futuro. Il passato e’una magica serata a Skopje, capitale macedone. con Simon, artista locale che ovviamente e’in grado di disvelare ogni segreto recondito di quella terra. Skopje e’una città che al tuo arrivo ti lascia sbalordito, e non in positivo: ti trovi a percorrere enormi viali prospettici in cui pare concentrata tutta la cafonamma dell’architettura contemporanea. Ti trovi ad osservare mastodontici palazzi e falansteri di recentissima edificazione ( il comunismo non c’entra più nulla), gigantesche statue, edifici in vetro-cemento che rimandano a una grandeur del tutto abnorme per un paese paese di 2 milioni di abitanti, un quarto dei quali è’ emigrato all’estero negli ultimi 10 anni. Il picco del kitch si raggiunge di fronte al nuovo teatro in stile neo-barocco di fronte al quale si stende un ponte che è la copia del Ponte Milvio a Roma. Persino il vecchio ponte ottomano in pietra e’ messo in croce da inguardabili fontane artificiali in stile Phuket, lo pseudo-paradiso invernale dei capresi in vacanza. Più tardi apprendo da intellettuali locali che il naufragio architettonico degli ultimi 5 anni e’ opera di un blocco di potere che sta velocemente precipitando verso un fascismo locale, e come ogni fascismo rimescola a capa di cazzo nella retorica del paese, cercando eroi ed un epica a cui intitolate ed erigere cessi in calcestruzzo. Qui ovviamente la parte del leone la fanno Filippo il macedone e suo figlio Alessadro Magno, a cui sono erette enormi ed oscene statue di dimensioni megalitiche.
Ma Skopje ritrova poi un suo senso e una sua bellezza nella Carsja, l’intatto bazar ottomano oltre il ponte ove stanno veri artigiani e mercanti ottomani e dove riesco a far rammendare da un artigiano il mio sombrero di paja toquilla, un cappello Panama originale cui sono morbosamente legato e che era molto malridotto. Girare nel bazar ottomano con Simon mi fa sentire come Dante che cammina con Virgilio, e la sera ceniamo nella piazza centrale del bazar, dove come sempre gli arabi hanno messo un albero e una fontana. La bellezza, per chi la Sa cogliere, risiede in ciò che è semplice e naturale, altro che mausolei e statue di Alessandro Magno.
E ora veniamo al futuro, denso di novità. Si perché domani vado dai Bogomiti. Chi sono i Bogomiti? E Guaglio’ ma qua vi devo spiegare tutto coso io? I Bogomiti sono questi simpaticoni di sta setta che si raduna ogni anno in sto posto, i 7 laghi di Rila in Bulgaria. Tra l’altro si tratta di un posto di incedibile bellezza, detto le Montagne d’Acqua. Qui i Bogomiti nella notte tra il 18 e il 19 agosto danzano intorno ad uno dei laghi in ossequio al loro credo. Ci manca ancora qualche giorno ma lo zoccolo duro dei Bogomiti già sta la e mi scrive mail del tipo “fratello Palillo ti attendiamo per attendere l’illuminazione, per unire la forza vitale del mondo etc”. Io in mezzo a loro ci sono finito per sbaglio frequentando un forum ove cercavo notizie sulle Montagne d’Acqua. Sono così carini sti Bogomiti, uno che fa li appende e nonci va? Dai! Dirò di più: ho bruciato veloce le tappe dentro la gerarchia dei Bogomiti e mi sono autoproclamato capo-sezione della sezione del Sud Italia Bogomita, alla quale potete anche voi aderire se avete voglia. Ovviamente non so un cazzo della loro filosofia ma me la immagino come una cosa new Age, dove con la scusa del Sole, della Luna e del Soffio Vitale poi si finisce tutti a trombare….poi non so, il nome della setta e The white Brotherhood, e una volta ricordo un film con sto nome, ove i protagonisti erano dei nazisti omosessuali….. Vabbuo vediamo domani come va a finire, iamm nu pok a vede’ che dicono sti Bogo-miti!