Strade: Da Roma a Salonicco in 10 giorni

L’itinerario di questa settimana unisce due città accomunate da un passato illustre e per aver dato i natali a grandi Cesari del mondo classico: Roma su cui c’è poco da spiegare e Salonicco, città-natale, nonché punto di partenza nella sua folle avventura di conquista, di Alessandro Magno. La distanza percorsa tra i due capoversi del nostro viaggio sarà piuttosto esigua ma mi sono divertito a “ingarbugliarla” attraverso un percorso assai insolito e che somma tra loro luoghi estremamente diversi

 

Partenza: Roma (o altra località italiana)

Arrivo: Salonicco

Durata: 10 giorni

Budget: da 500 a 1.500 €

Paesi attraversati: Montenegro, Albania, Macedonia, Grecia,  Repubblica del Monte Athos

 

1° giorno: Sveti Stefan o Ulcinj (Montenegro)sveti stefan

Da Roma o altra località italiana prendete un volo alla volta della capitale del Montenegro Podgorica, in cui spendere al massimo il tempo di un caffè (è davvero una città bruttissima) o per lo scalo costiero di Tivat. Possibile ed anche consigliato è il viaggio in nave notturna da Bari alla volta della quasi omonima Bar, da cui tra l’altro sarete assai vicini a entrambe le mete proposte: Sveti Stefan o Ulcinj. Si tratta di due località costiere del piccolo Montenegro, entrambe dotate di un suo fascino. Sveti Stefan (Santo Stefano), un piccolo isolotto unito alla terra da una anoressica striscia di sabbia, si sta costruendo una solida fama come meta di turismo esclusivo, ma non faticherete a trovare sistemazioni accettabili a prezzi assolutamente ragionevoli nei paraggi. L’isolotto (quello ritratto in foto) è davvero bello, anche se un po troppo battuto da fanatici del lusso tra cui spiccano  parvenue russi in gran numero, davvero comici a volte nelle loro pacchiane ostentazioni tutte champagne & salame. ulcinj

Esteticamente meno bella ma per certi versi più affascinante è la vicina Ulcinj, con questa sua bella rocca a dominare una baia sabbiosa. Un tempo covo di pirati ottomani, ora è battuta da un turismo giovanile piuttosto chiassoso, composto in prevalenza da ragazzi provenienti dal vicino Kosovo. Il luogo recupera comunque un suo fascino intrinseco nella rocca medievale davvero ben conservata e per una storia, a metà con la leggenda, secondo la quale fu qui imprigionato dai pirati il celeberrimo scrittore Cervantes, poi liberato dopo la sconfitta degli Ottomani a Lepanto. Un forte indizio in tal senso è rappresentato dal fatto che la bella amata del Don Chisciotte provenga proprio da qui: Dulcinea o Dulcinea, insomma come dire da Ulcinj.

 

2° giorno: Scutari ( Albania)

scutari

In bus da Ulcinj o dalla capitale Podgorica la frontiera con l’Albania è davvero vicina ed è in parte rappresentata da un confine liquido, quello costituito dal lago di Scutari. Si tratta di un bacino paludoso assai in voga tra gli insetti e le zanzare, per cui è vivamente consigliata una protezione repellente. Nondimeno è un posto bellissimo, dove è assai piacevole spendere qualche giorno osservando in barca la moltitudine di uccelli e degustando le famose anguille locali. Scegliete di alloggiare presso la sponda albanese, magari nei dintorni della città di Scutari, evitando il troppo soffocato centro. Un curiosità: questa bella ansa del lago prende il nome, tra la popolazione locale, di “Sofia Loren”, perché le protuberanze osservate da un punto prospettico diverso e più alto sono due….il resto lo lascio intuire a voi

 

3° giorno: Lago Koman-Valbona

koman 2

Questa giornata trova un senso, più che in una meta da raggiungere, nel viaggio per arrivarci: uno dei più belli che avrete mai vissuto, l’ultima avventura d’Europa come è stata definita dal Guardian. Si tratta davvero di una chicca per viaggiatori amanti dell’insolito, quindi prestate bene attenzione se siete interessati ed un giorno mi ringrazierete. Raggiungete in bus o taxi la località di Koman, a un 15 km di Scutari ma ubicata su un altro lago, quello appunto omonimo di Koman. Si tratta in realtà della gola di un fiume , la Drina, divenuta un lago dopo la costruzione di una diga. Da qui parte ogni mattina un battello che è un residuato del socialismo reale e risale questa gola assai impervia che non conosce altre vie di accesso oltre quota d’acqua.koman

Le comunità rurali infatti che si incontrano alle diverse fermate del battello sembrano fotografie di un tempo remoto, e lo stesso incedere del battello in quell’acqua verde smeraldo è un tuffo al cuore. Dopo 3 ore circa si arriva alla sponda settentrionale, in una località chiamata Fjerze ed a qui in bus fino ad una città intitolata ad un eroe locale, un certo Bajram Curry. Da qui una coincidenza in jeep vi condurrà nelle Alpi Dinariche, conosciute anche come le “Montagne maledette”, in una amena località chiamata Valbona, ove troverete gente splendida e molte guesthouse ad accogliervi con squisiti formaggi di capra e grigliate di agnello fino a scoppiare. E’ un luogo magnifico. Il viaggio può apparire complicato ma, a meno che non siete dei pantofolai, fatelo almeno una volta nella vita: è il primo viaggio che consiglio spesso di fare a chi mi chiede idee per un viaggio. Allego qui anche il link esplicativo per giungervi, curato dalla titolare di una pensione sita li a Valbona, una simpaticissima signora americana venuta a vivere qui.  

 

4°   giorno: Theth

thethi

Eccone un’altra di valle incantata, dove giungere non è semplice ma da cui non si vorrà più partire. Anche in questo caso il viaggio per arrivarci costituisce una fetta consistente dell’emozione che proverete. In questo caso, non un battello sgangherato ma il dorso di un mulo (!) che da Valbona vi condurrà su per le Montagne Maledette, fino a scollinare un altissimo passo in quota e poi ridiscendere dal lato opposto della montagna, nella incantata Theth o Thethi, un luogo isolato per molti mesi all’anno e dove la comunità locale vive secondo regole sociali (e giuridiche) antichissime, tra le quali il Kanun, una sorta di legge del taglione. Ma niente paura eh, la gente è davvero ma davvero affabile, e a voi, tra boschi e cascate, orsi e caprioli, sembrerà davvero di essere finiti in un eden sperduto e felice. Due giorni qui e poi mi dite se non avevo ragione. In tutta Europa, un posto così autentico e non contaminato come le Montagne Maledette dubito che possa esistere.

 

5° giorno: Tirana

tirana

La capitale dell’Albania, una città estremamente singolare che unisce le evidenti brutture del socialismo reale, con la delirante architettura del “lire maximo” di questo piccolo paese Enver Hoxha, ad un animo vibrante, fatto di moschee e mercati, tra cui si insinua un po confusamente una movida con tanta voglia di Occidente. Un posto che tutto sommato piace. Bellissimo il museo della storia albanese, con l’eccellente sezione sugli Illiri, i primi abitanti della regione.

 

6° e 7° giorno: laghi di Ohrid e Prespa(Macedonia)

ohrid

Da Tirana prendete un “furgon” (un minivan collettivo) verso la città di confine di Pogradec. Giunti a destinazione sarete sulle sponde di uno splendido lago, nei pressi del bellissimo monastero di Naum, ubicato proprio sul confine con la Macedonia. Entrati in questo paese, la vostra metà sarà la magnifica Ohrid, la Ocrida dei Veneziani e la Lychidnos (città della luce) dei Greci. Si tratta davvero di un posto delizioso, colmo di storia in una cornice naturale preziosa. Il borgo antico è uno scrigno di stradine abbarbicate sulla costa del lago, in cui potrete anche nuotare e da cui provengono trote e anguille molto rare e prelibate. E quella luce, quella luce magica che inonda tutto….Senz’altri aggettivi, Ohrid è un posto magnifico. Il secondo giorno potrete pure spostarvi su un altro lago vicino, quello di Prespa, nel parco naturale della Galicica. Potrete arricchire la giornata con una visita ad un’isola lacustre dal nome estremamente affascinante: Golem Grad, la Grande Città

golem grad

Il luogo è noto anche come Isola dei Serpenti, perché sono questi rettili gli unici abitanti dell’isola. Si tratta di concordare una visita con i pescatori che abitano lungo le sponde, ma attenti agli imbroglioni: io ne trovai uno e caddi vittima del suo raggiro, quando mi affidò nelle mani di un suo amico pescatore, un fantomatico Vasco, di cui lungo le sponde del lago tutti ignoravano l’esistenza….

 

8° giorno: le Meteore (Grecia)

meteore

Dalle sponde del lago di Prespa, il confine con la Grecia è davvero ad un tiro di schioppo (anzi parte del lago ricade proprio sotto la sovranità greca). Insomma si tratta di attraversare la frontiera e giungere alla prima città in territorio ellenico, Florina. Da qui in bus per Kalambata, verso un altro luogo magico: i monasteri delle Meteore. Non c’è bisogno di dilungarsi troppo in parole, guardate la che spettacolo. Si tratta di monasteri di religione ortodosso, protesi verso un ascetismo senza tempo. Bellino anche il borgo ove soggiornare appena sotto gli speroni rocciosi.

 

9° giorno: Monte Athos

Monastero-Monte-Athos

In bus fino a Salonicco  per proseguire poi oltre , verso un’altra frontiera, la più strana di tutte: quella del Monte Athos, il corrispettivo della Città del Vaticano nella religione ortodossa. Ma l’ascetismo e il senso di sacro che si propaga da questi promontori stesi sul mare (siamo ormai sul mare Egeo) è del tutto superiore al trambusto di piazza San Pietro. Un luogo ove regna il silenzio e la meditazione e dove non a tutti, anzi quasi a nessuno è concesso di entrare: innanzitutto non vi sono ammesse le donne, ed è proprio così per antichissima legge risalente a prima dell’anno Mille. Tra gli individui di sesso maschile vi sono ammessi solo 100 “laici” per giorno, tra cui solo 10 di religione non ortodossa. Bisogna prepararsi per tempo e fare una domanda che non è solo burocratica: verrà valutata anche la vostra motivazione a vivere per un giorno qui, dormendo in monastero con i monaci ortodossi, gli unici abitanti del promontorio, senza internet, tv e altri svaghi. Anche le fotografie sono vietate e la luce viene staccata molto presto la sera. Più che Città del Vaticano, la Repubblica del Monte Athos è il Tibet d’Europa.

 

10° giorno: Salonicco

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Ed eccoci a destinazione: la bellissima Salonicco, ricca di storia e di monumenti, città natale di Alessandro Magno, protesa sull’Egeo e verso i regni dell’Est, proprio come il suo condottiero che da qui partì alla conquista del mondo.

 

A me sembra proprio un bel viaggio

 

 

 

 

 

 

A come Atlante: Bretagna

Cosa ci incanta di una mareggiata? Cosa rapisce magneticamente la nostra attenzione e ci porta a contemplare per ore lo spettacolo, per nulla dolce o morbido, di una gigantesca onda che si infrange su uno scoglio o una falesia a picco? Non chiedetelo a me, non lo so e non saprei rispondere. O perlomeno, troverei 100 risposte, tutte da porre su un eguale piano di validità:un moto dell’animo, la forza della Natura, l’incontro o lo scontro tra gli elementi, e perché no, ci si riuscirebbe a vedere anche un amplesso, brusco e primordiale, tra gli elementi stessi. Boh, a ognuno ciò che piace o non piace.

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Ad ogni modo, se sono le mareggiate a rapirvi, la Bretagna è il posto più vicino e più denso di questo tipo di magia che troverete, almeno vivendo in Occidente. Non parliamo infatti di un luogo esotico e neanche sperduto a qualche latitudine semi-polare: la Bretagna è quella propaggine fallo-forme e oblunga a poche centinaia di km da Parigi, Risultati immagini per bretagna, protesa quel tanto che basta nel rude oceano Atlantico per assicurarvi presto lo spettacolo immacolato di un cavallone di decine di metri di altezza che si infrange contro una scogliera o un bastione. Sì, ci si arriva davvero facilmente in un paio di ore di TGV dalla “Ville Lumiere”, ma ovviamente la diversità rispetto a Parigi ci metterà assai poco ad appalesarsi. Risultati immagini per bretagna

La Bretagna, già, terra di scogliere e cale sferzate dagli elementi e levigate dalle maree, ma anche e soprattutto luogo a se, identificativo di un popolo, i Bretoni, che rivendica radici molto lontane e peculiari. Un’immagine abbastanza inflazionata e grossolana identifica i Bretoni Risultati immagini per bretagna asterix nel fiero popolo di Asterix e Obelix, indomiti guerrieri capaci di resistere a lungo agli invasori Romani. Beh, a ben vedere il quadro è meno stilizzato e sputtanato di quanto sembri a prima vista: ci sono i forti e pugnaci guerrieri, ultimi a chinare la testa ai colonizzatori (e se chiedi tutt’oggi ad un bretone sull’argomento, ti dirà che giammai si sono piegati all’invasore) e c’è il personaggio di Panoramix, che introduce ad un altro aspetto pregnante della Bretagna, la magia, quella dei Druidi, abili a decodificare segreti della natura e a porli dentro alambicchi in vetro e pentoloni da cui estrarre sieri e pozioni che donino forza o bellezza. Risultati immagini per bretagna druidi

Ogni bosco, ogni anfratto o cala appartata della Bretagna pare odorare di questa magia recondita e segreta, ed anche un breve viaggio permetterà un tuffo in questo mondo.

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I borghi in pietra di Dinan, Cancale, Quimper e tanti altri traboccano di magia, tra sidro e deliziose crepes al cioccolato (al mondo non esiste un posto dove sono più buone) e l’atmosfera da “bandes dessines” di Asterix  o la polverina magica di qualche pozione di Panoramix ci metterà poco a coprirvi la pelle.  Certo l’aspetto più immediato della Bretagna risiede però nelle sue scogliere frastagliate, nelle sue cale  Risultati immagini per bretagna su cui annicchiano borghi in pietra e le sue chilometriche spiaggie “ostaggio” delle maree, nel senso che si rivelano tali e infinite quando le maree sono basse, per poi venire fagocitate quando la foga del mare le ricopre. Il posto in tal senso più celebre agli occhi degli estranei è senz’altro l’isola di Mont Saint MichelRisultati immagini per bretagna mont saint michel

ma vi do un consiglio, che vi prego di tenere a mente: fermatevi a questa immagine o altre reperibili su internet di Mont Saint Michel: il posto non vale assolutamente niente, devastato da un turismo rozzo e fatto di una caterva irrisolvibile di negozietti di cianfrusaglie e souvenir. Bello in teoria ma impossibile a ormai a essere colto nella sua veste primigenia, tanto vale vederlo in cartolina o sul pc. Molto ma molto meglio avventurarsi o anche sperdersi in borghi pietrificati contro le moli d’acqua vomitate dall’oceano come Pontrieux Risultati immagini per bretagna borghi

o la Rance, o ancora Perros Guirec o Quimper, fino alla punta di Brest o del faro di Roscoff, una sorta di Mecca delle mareggiate, per tornare a quanto dicevamo poc’anzi.

 

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Ancora,  le infinite spiagge e le gigantesche maree sono sfruttate per prospere industrie di ostriche e addirittura per ottenere energia elettrica: unico caso al mondo la centrale di La Rance che ricava la sua energia dalle maree

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La Bretagna rimpiango di averla visitata quando forse ero troppo giovane, a 21 o 22 anni, con un animo ancora troppo incline al divertimento sfrenato e le feste a oltranza, quindi poco educato alla bellezza malinconica e suadente di queste calette grigie e poco soleggiate (la foto sovrastante è un unicum o un photoshop: il sole bagna poco queste coste e l’acqua è freddina per nuotarvi).Nondimeno vi conservo dei ricordi assai particolari con i miei due compagni di viaggio, Claudio e Michele, col nostro litigare molesto coi ristoratori che ci servivano ostriche e frutti di mare freschissimi, o il perderci continuo e seriale per queste strade in sella a biciclette o a bordo di un’auto. E di quella sera, in cui rimanemmo all’addiaccio perché in un posto sul mare (saint Brieuc? Painpol?) le due uniche taverne non ci accolsero per la ora tarda, ma per incanto finimmo ospiti a casa di certi stralunati musicisti, dopo aver assaggiato in un bar un bottiglia di un liquore entro cui era imbevuto un cobra venuto dal Vietnam. Belli quei giorni!  Risultati immagini per bretagna saint brieuc