El mundo perdido – giorno 4: la Dulce vida del Caribe

Credo che la mia vita sociale sia stata contrassegnata da una serie piuttosto lunga di episodi tragicomici che sono valsi a farmi acquistare una certa locale notorietà dal sapore agrodolce, ovvero a metà tra il farsesco e il serioso. Tra di essi potrei sicuramente annoverare quello di quando, molti anni orsono vestito per il Carnevale da pecora zoppa, affrontai, al grido di guerra di “sono un avvocatooo” , due operatori ecologici che volevano condurre due miei amici in commissariato per un atto di teppismo. Credo vada a sto punto riproposta anche una vecchia foto dell’epoca volta a ricreare il pathos della scena.

Ecco alla lista posso ben aggiungere ora l’episodio della craniata nel lastro che mi ha visto protagonista al matrimonio la sera prima che anche in questo caso vale a donarmi una inattesa visibilità presso il nutrito e vivacissimo gruppo di ospiti questi giorni qui per il matrimonio. Naturalmente anche in questo caso si tratta di una “notorietà” agrodolce, a metà tra la bravata e la figura di merda (con forte sbilanciamento verso la seconda) ma tant’è . Insomma quando arrivo in spiaggia per il beach party del giorno dopo, tutti mi conoscono ormai, si sprecano battute spiritose tipo quella di un parente dello sposo che mi avvicina con aria seriosa e fa “sì poi noi abbiamo deciso di spostare la festa in spiaggia oggi, per stare più sereni…..perché in spiaggia non ci sono porteeeee ahahahahah”, segue mega risata di gruppo.

Tutta gente fantastica e incredilmente giovale a questo matrimonio che dura in pratica 3 giorni. La maggior parte degli ospiti proviene da Caracas ed una cospicua parte di essi è di chiarissime origini italiane . In molti poi sono stati a Capri e addirittura becco uno visto decine di volte all’Anema e core

Oltre a noi la spiaggia accoglie il via vai dei venditori locali che, a differenza della solita paccottiglia propongono qui leccornie come aragoste appena pescate, ostriche del luogo, calamari, polpi, tutto di una freschezza inimmaginabile ormai alle nostre latitudini. Paradossalmente la profonda crisi in cui il Venezuela è sprofondato ha, almeno da questo punto di vista, migliorato la qualità dell’offerta: la grande distribuzione dei supermercati è ferma da tempo e ormai inesistente, i locali sono costretti a fare tutto da se e il risultato, almeno sul cibo, è eccellente.

La festa si sposta a sera a bordo piscina è ancor più tardi in un altro suggestivo hotel. E che dire? L’energia di una festa sul mare del Caribe è difficile a descriversi ma sono sicuro potrete immaginarla.

Ah e poi la luna: guadate qui che strano effetto crea, complice forse la vicinanza all’Equatore, che la pone così come il sole, verticalmente sopra le nostre teste

Insomma una sorta di disco d’oro che si staglia nel cielo

Ah che dolce la vida qui nei mari del Sud !