La saga dei chiattilli -cap.III

I CHIATTILLI E LA VIA DEI PASTORI
Come già ben saprete, una delle attrattive del Natale napoletano è costituta da una passeggiata a San Gregorio Armeno e nei vicoli limitrofi, “le vie dei pastori” per l’essere adibite all’esposizione appunto dei lavori in arte presepiale. Per la verità la trovo una cosa piuttosto stucchevole e stereotipata, che concede molto al kitsch e attrae una folla improponibile di persone che tracima nelle vie circostanze tra tranci di pizza e lattine vuote, rendendo il tutto simile più ad uno di quei falansteri di centri commerciali di periferia che ad un decumano medievale, ma vabbè sarà un’impressione mia. Ad ogni modo la cosa, forse perché nel solco di una tradizione partenopea forse per un inusitato afflato di “apertura mentale” verso qualcosa “popolare”, attrae stranamente pure i chiattilli, disposti finanche a varcare le Colonne d’Ercole della zona Posillipo- Chiaia e a sobbarcarsi un viaggio in un’area semi-sconosciuta pur di non mancare l’appuntamento con la Tradizione. Naturalmente non stiamo parlando di altro che di un banalissimo spostamento da una zona all’altra (manco periferica) della città in cui essi vivono, ma la cosa si riveste di un’enfasi particolare e si colora di slanci filantropici d’occasione, tipo la nobildonna inglese del Kent che si reca in visita alle sue piantagioni di cacao in Congo, o l’alto rappresentante delle Nazioni Unite che verifica di persona la situazione di un campo profughi in Cisgiordania. La perigliosa trasferta va naturalmente accuratamente programmata in ragionevole anticipo, mica ci si può arrisicare così, fremono dunque i preparativi, e fanno:
“Ue Amore”
“Ueeeeeee Zizzy proprio oggi ti avevo pensato, tu non puoi capire: stavo dall’estetista quando ad un certo punto è entrata una con la bors…..”
“ Senti Cessy, senza perdere tempo, voglio fare una pazzia…….e devi farla pure tu con meeeee”
“ sta disgraziata, io ti conosco troppo bene a teeee: tu-vuoi-andare-a-vedere-i-presepi-al-centro-storicooooooo!!!!!”
“Siiiiiiiii, come hai fatto a capireeeee”
“Tu sei pazzaaaaa: due anni fa è andata Commuogly ed è stata due ore per trovare posto perché non stava manco un parcheggiatore abusivo” (N.B: l’eventualita di servirsi del mezzo pubblico, indice di povertà e mediocrità, è rigorosamente scartata dai chiattilli come la peste )
“Ma sei pazza a lasciare la macchina in quei posti: in taxiiiiiiii”
“Ah daiiiii, che dici?glielo dico pure a Baldracchy?”
“Nooooo quella già ci è stata, è stata lei che mi ha messo sta pulce nell’orecchio. Pensa, ha raccontato ahahahahahaha che nientedimeno vicino a Gesù e il bambinello hanno messo nel presepe pure quel giocatore del Napoli, come si chiama, quello che segna sempre”
“Ma chiii, Maradona, quello è un drogato!!!!”
“No Maradona stava una volta, quello che gioca oggi, come si chiama Lorenzo…..”
“Ah ho capito, quello che fa uscire pazzo il mio portiere del parco, Lorenzo Insinna!!!!!”
“Ma no scema!!!!!!!! Insinna è quello che fa su Raiuno il programma dei pacchiiiiiiiiii”
Segue risatina multipla della durata di minuti sei con annessa lacrima sciogli-rimmel, oneroso ma inevitabile dazio da pagare ad uno scambio di battute così irresistibile

La saga dei chiattilli- cap.I

I CHIATTILLI E Il WHITE PARTY
Una fenomenologia interessante da osservare è quella dei chiattilli che organizzano o parlano dell’organizzazione del cd “white party”. Trattasi di una festa cd a tema, in cui agli invitati viene chiesto di informarsi appunto al leit motivo della serata, ma nel caso di specie la spendita di creatività richiesta è davvero simile alle gocce di acqua che una ad una si riversano asfittiche da un rubinetto rotto durante una siccità sahariana, giacchè per vestirsi di bianco basta una qualsiasi pezza di quel colore che in armadio hanno praticamente tutti. Eppure, in un mondo conformato come una lattina di coca-cola, a sentirli parlare il white party assume la valenza di un festival di Loollapaloza o di una rivoluzione culturale dadaista, e fanno:
“Ueeee Dodiiiii, bella. Mi raccomando tu e Umbi il diciotto non prendete impegni”
“Ueeeee Zizzi, e perchè?”
“No, tu non hai capito……insieme con Amy ci siamo messi in testa una pazzia: vogliamo fare il white party!”
“Noooooooo troppo forteeeee, davvero fai Zizzi????”
“Siiii l’ho già detto pure a Costy, Cessy, Bidy, Sciaquy e Commuogly”
“No, madonna ci sto, io poi lo sai sono più pazza di teeeee”
“Siiiii ma tu non hai capito: noi vogliamo fare il white party proprio quello vero. Cioè non solo che ti metti la camicia bianca….ma tutto bianco!”
“Cioè ma davvero fai?Tutto bianco???? Pure il pantalone, le scarpe…. tutto tutto???”
“Tutto”
“No. Ma voi siete dei pazziii, voi non state bene.”
“Mi raccomando, comincia a vedere bene che vi dovete mettere”
“Eh ma stavo pensando, io penso che riesco a gestire ma Cessy non so: per il pezzo di sotto al massimo tiene un pantalaccio che non è proprio bianco bianco…..”
“Scusa, e come è?”
“E’ un bianco sporco, champagne, diciamo quasi ecrù”
“Ecrù? Come quelli che si mangiano i leoni nella savana??”
“Noooo, scemaaaaa che hai capito??? Quelli non sono gli ecrù!!!! Quelli sono gli gnuuuuuu!!!!”
Segue, con tanto di lacrime agli occhi per la raccapricciante ironia, risata isterica di coppia della durata di minuti quattro sulla modalità audio “iiiihhhhhhhhiiihhhh” simile agli spasmi di un ornitorinco durante la stagione degli amori, o degli orrori.